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ARCHIVIO ARGOMENTO DEL GIORNO


A PROPOSITO DEL SUONO NORMA

NOTA IMPORTANTE : PER PRESERVARE L'INTEGRITÀ' DEL TESTO E DELLE RIFLESSIONI IN ESSO CONTENUTE, NESSUNO E' AUTORIZZATO AD ESTRAPOLARNE STRALCI O A RIPRODURRE NE LA SUA TOTALITÀ' NE UNA SOLA PARTE DA PUBBLICARE O DIFFONDERE IN ALCUN ALTRO SITO O TRASMESSO IN OGNI ALTRO MODO A TERZE PERSONE. QUANTO SCRITTO E' PUBBLICATO AL SOLO SCOPO DI LETTURA INDIVIDUALE SU QUESTO SITO.



In questo ultimo periodo, ci è capitato di leggere, nelle opinioni espresse a vario titolo relativamente al suono NORMA, tutto ed il contrario di tutto. C'è chi dice che è troppo caldo, oppure troppo freddo, chi lo sente troppo dettagliato, chi poco emozionante e c'è chi rimane in estasi in contatto con la propria musica preferita.

Nell'ultimo intervento letto, un ex possessore di un IPA si lamenta del fatto che un apparecchio concorrente (di origine francese) dal prezzo inferiore, abbia superato nel suo impianto le prestazioni dell'IPA.

Perché queste apparenti contraddizioni ?

Perché nel legame - DISCO inserito nel lettore (appoggiato sul piatto) - emozione ricevuta, intervengono molti parametri che, se non ben compresi, possono fuorviare il giudizio.

Pur partendo dall'assioma di base che, allo stato attuale della tecnologia, nessuna tecnica di riproduzione sonora è in grado di fare rivivere all'ascoltatore il 100% di ciò che avrebbe (o ha) vissuto nel luogo dell'esecuzione originaria, si impone una domanda di fondo: come dobbiamo utilizzare gli strumenti (limitati) che abbiamo a disposizione?

Esistono due possibili "filosofie" di pensiero a riguardo :

A - Cercare di riprodurre in modo il più vicino (o il meno lontano) possibile l'evento reale per come esso è, pur consapevoli che qualcosa si perderà per strada, confidando che il progresso ci metterà a disposizione mezzi sempre più efficaci.

B - Persa la speranza della riproduzione perfetta, a questo punto, reinterpretare l'evento sonoro di partenza, e riproporlo secondo il gusto ben preciso di chi sta realizzando la riproduzione (o gli apparecchi per la riproduzione).

Facendo un paragone con la fotografia, persa la speranza di riconsegnare alla vista la stessa visione originaria di un bellissimo paesaggio delle colline toscane (o di un'isola tropicale, fate voi), che fare ?
Utilizziamo la più evoluta delle macchine professionali con la migliore delle ottiche e la più definita delle pellicole fotografiche che la tecnologia ci mette a disposizione o rinunciamo, reinterpretiamo e cerchiamo di trasmettere le emozioni che quel luogo ci hanno trasmesso, magari rendendo il cielo viola, perché riteniamo che ciò possa esprimere l'emozione "giusta" ?

Nessuno dei due approcci può essere considerato a priori giusto o sbagliato; siamo (per lo meno in alcuni ambiti dell'esistenza umana) in una situazione di libertà per cui, fortunatamente, si può, a tal proposito, fornire una risposta personale. L'importante è essere chiari, onesti e sinceri con se stessi.

Per quanto riguarda NORMA, come più volte espresso, la risposta è certamente la prima. Questo per svariati motivi, fra cui due che riteniamo essere fondamentali :

- La musica contiene, di per se stessa, già tutta l'emozione che serve, non è necessario aggiungerne altra; meno si manipola, meno se ne toglie;
- Una approccio "interpretativo", implementato in un oggetto destinato a riprodurre generi musicali e brani molto diversi fra di loro, non potrà che "deformare" nello stessa direzione ogni situazione. Magari con un particolare brano di musica barocca, registrato ed eseguito in un certo modo, la correzione può risultare "migliorativa", a livello di percezione soggettiva, ma con un brano, ad esempio di rock? Cosa accadrebbe?

L'obiettivo dei prodotti NORMA, quindi, è quello di usare la tecnologia disponibile per potere trasferire "incontaminata" la maggior parte possibile delle informazioni contenute nel segnale audio, facendo attenzione che ciò che eventualmente viene "perso per strada" o aggiunto, sia comunque tale da modificare il meno possibile la percezione che si avrebbe del segnale audio originario.

Ritornando al parallelo con il settore della riproduzione delle immagini, supponiamo di avere un videoproiettore a 3 tubi in alta definizione, alta luminosità, capace di proiettare uno schermo di 3m di base.
Se colleghiamo una sorgente video in alta definizione, cavi adeguati (e corti), un buon schermo, facciamo buio in sala, possiamo essere sicuri che, sia lo spettacolo, che l'emozione saranno assicurati (film permettendo!)
Ma :
- se colleghiamo una sorgente non alla altezza (magari un vecchio VHS)
- se utilizziamo cavi non idonei o troppo lunghi
- proiettiamo direttamente sul muro (tanto è bianco !)
- teniamo le finestre aperte per cui entra la luce

Cosa vediamo realmente? Quante, di quelle potenzialità sono rimaste inespresse? Anzi, magari ci arrabbiamo pure perché il nostro sistema di proiezione, costato sacrifici e soldi, ci mostra impietoso che la nostra cassetta di 20 anni fa ha dei limiti. Penseremo: "….ma come, quando da giovane vedevo questo programma alla TV (magari in Bianco Nero) mi dava emozioni, ed ora solo immagini sfocate !? Maledetto proiettore; lo vendo e mi ricompro una TV a valvole!"

In realtà ciò che è accaduto è frutto della mancata conoscenza, consapevolezza e coerenza nella catena.

Non si pensi che la situazione nell'audio domestico sia molto diversa o più semplice, affatto :
- ambiente d'ascolto
- interazione ambiente-diffusori
- diffusori
- sorgente
- elettroniche di amplificazione
- cavi
- software musicale
- ecc. ecc.

In questa catena di fenomeni collegati, quanto si è "perso per strada" della qualità potenziale presente nel software di partenza? E quanto è stato, invece, ad esso aggiunto in termini di distorsione, non linearità, rumore, ecc. ecc.?

In certe catene d'ascolto domestiche, ciò che giunge alle orecchie dell'ascoltatore è solo un pallido ricordo di ciò che hanno catturato i microfoni durante la registrazione. Così, come brancolando nel buio, l'appassionato - inconsapevole di tutti questi elementi di influenza, spesso mosso più per l'amore verso gli oggetti, che non per il desiderio di un corretto risultato finale - si muove alla cieca, cambiando apparecchi che, combinati in modo casuale, non potranno che fornire risultati del tutto casuali. Se poi ha la "sfortuna" di inciampare in una elettronica trasparente, che non maschera eventuali magagne già presenti, ancora peggio. Meglio la seguente logica (in cui i nostri politici sono maestri insuperati): ad esempio, l'acqua è inquinata perché gli idrocarburi superano il limite di legge? Cambiamo la legge, così l'acqua non è più inquinata!
Sento qualcosa che non mi convince; cerco la causa? No, elimino ciò che la mette in evidenza.

Scusate lo sfogo, ma vedere, talvolta, i propri prodotti, frutto di anni di lavoro, di fatica e sacrifici per mantenerne la coerenza e l'integrità, giudicati superficialmente da chi si trova, magari, in situazioni "raccapriccianti" quanto a catena di riproduzione complessiva, non può sempre passare in silenzio.

Questo non vuol dire che non si possano avere gusti personali, ognuno diverso dall'altro.
Ma, un conto sono i gusti, un conto è giudicare un vino d'annata come scadente (e con esso tutta l'azienda vinicola che l'ha prodotto) solo perché, magari negli anni la bottiglia è stata conservata in modo non opportuno (es. Al sole e/o in un ambiente caldo).

Chi sostiene che NORMA sia di difficile interfacciamento e molto esigente come partner, ha contemporaneamente torto e ragione. Ha ragione, in quanto la trasparenza di NORMA non aiuta certo a mascherare i difetti di altri componenti. Ha torto, perché non è tanto NORMA che sia così, ma bensì, è la logica intrinseca che presiede l'organizzazione di una catena di ascolto, volta ad ottenere il migliore risultato, che richiede che ogni componente sia al massimo livello e coerente nel suo insieme. E non tentiamo neppure di avventurarci nella logica delle "compensazioni". Nessun difetto o carenza, può essere corretta al 100% con l'inserimento di un elemento avente un difetto complementare. Inevitabilmente, si sommano anche gli effetti collaterali dei due difetti. Ad esempio, un diffusore "sparato in gamma alta", abbinato ad un'elettronica "morbida in gamma alta", non genera mai lo stesso suono prodotto da una catena composta da elementi intrinsecamente neutri e lineari. Se abbiamo salato tre volta l'acqua della pasta, non è facendo un sugo insipido che riporteremo la situazione alla normalità. Al più limiteremo i danni.

Detto ciò a livello di filosofia generale, vediamo di entrare nello specifico del caso che ha dato origine a queste riflessioni.
L'amplificatore concorrente in questione, appartiene alla filosofia interpretativa. Spiegandoci meglio: se si analizza (ma serve esperienza per poterlo fare) la topologia circuitale e la componentistica utilizzata, si ricava che è un apparecchio in cui, al segnale di ingresso, vengono inevitabilmente ad aggiungersi durante il passaggio nell'amplificatore tutta una seri di distorsioni e di rumori di fondo ma, questi "fenomeni parassiti" sono stati modellati in modo tale da risultare "piacevoli", dando la sensazione di una maggiore ricchezza armonica, di una maggiore trasparenza, ecc. ecc.
NORMA, invece, ha l'obiettivo di limitare il più possibile la presenza dei fenomeni parassiti che, seppure apparentemente gradevoli, sono in realtà del tutto artificiali.

Tuttavia, in certe catene di ascolto dove la sorgente si è "persa per strada" una buona parte della "bellezza del disco", i cavi ne hanno mascherato un'altra fetta, ed i diffusori, per non essere da meno, ci mettono la loro parte, il campo sonoro emesso dagli altoparlanti si infila poi in un ambiente dove, magari, le riflessioni non mancano e l'articolazione è ai minimi livelli. Capita quindi che, in una situazione già così compromessa, un amplificatore che faccia "solo la sua parte" possa essere frainteso, a favore di uno che "ci mette del suo".
E' come un povero pesce pescato a 10.000 chilometri di distanza e tenuto un congelatore per sei mesi; gradirà, per essere apprezzato al meglio, una semplice cucina al vapore o richiederà l'aggiunta di qualche spezie ?

E, tanto per rimanere coerenti con quest'ipotesi, osserviamo come gli altri amplificatori di questo costruttore, amplificatori di livello e costo superiore a quello in oggetto del commento, sembrano giudicati inferiori ad esso, perché "meno musicali". Non sarà che, proprio perché migliori ci mettono meno del loro.

Relativamente a ciò che NORMA intende per reale trasparenza, così come per gli altri parametri d'ascolto, chi è interessato può approfondire leggendo i due opuscoli già pubblicati su questo sito agli indirizzi :
http://www.normaudio.com/PDF_DA_MODIFICARE/Filosofia.pdf
http://www.normaudio.com/DOCUMENTI/DEPLIANT/REVO-CDP1_FILOSOFIA_GENERALE.pdf

NORMA è un apparecchio il più possibile neutro e trasparente e questa sua caratteristica rappresenta una rara opportunità per chi la sa cogliere e sfruttare.
Può essere l'inizio di un percorso di messa appunto di tutta la catena per coloro i quali non avevano mai considerato questi aspetti.
Può essere un sospiro, un punto di arrivo per chi, pur avendo già compreso questi meccanismi, non aveva ancora trovato un amplificatore con queste caratteristiche.
Può essere un "incidente di percorso" per chi si muove verso altre rotte.

Purtroppo, il prezzo dei prodotti NORMA - ironia della sorte - ne rappresenta, per certi versi, un problema. Se, anziché venire deliberatamente offerti ad un prezzo "eticamente corretto," avessero un listino molto più alto, i prodotti NORMA finirebbero più facilmente inseriti in catene di ascolto qualitativamente più coerenti con le loro caratteristiche. A tal proposito, è di qualche giorno fa, la telefonata di un appassionato, che possiede una coppia di diffusori MBL 101 abbinata ad amplificatore top di gamma (per una valore di circa 80.000 euro, solo di elettroniche). Sull'onda del successo della Fiera di Roma, dove i diffusori MBL erano stati abbinati ai prodotti NORMA, l'appassionato ha, quasi per scherzo, provato ad inserire un IPA 100 nella sua catena d'ascolto. L'oggetto della telefonata era: "ma come è possibile che un semplice integrato 30 volte meno costoso delle mie elettroniche mi abbia consentito una qualità di ascolto che non avevo mai sperimentato?" Ciò è possibile semplicemente perché, l'IPA100 non è un "semplice integrato". E' un oggetto che rispecchia una filosofia assai particolare e non comune. Se compreso e valorizzato può dare molto. Diversamente, non tenta di imporsi.

PS Qualcuno si chiede perché si parli più del IPA-100R che di altri prodotti NORMA. Il motivo è semplice e dovuto al prezzo che ne ha favorito l'ampia circolazione, anche nell'usato. Questa diffusione ha, come effetto collaterale, fatto si che l'apparecchio sia giunto anche fra le mani di chi lo ha voluto semplicemente "provare" ma senza esserne realmente sintonizzato sulle peculiarità specifiche.


NOTA IMPORTANTE : PER PRESERVARE L'INTEGRITÀ' DEL TESTO E DELLE RIFLESSIONI IN ESSO CONTENUTE, NESSUNO E' AUTORIZZATO AD ESTRAPOLARNE STRALCI O A RIPRODURRE NE LA SUA TOTALITÀ' NE UNA SOLA PARTE DA PUBBLICARE O DIFFONDERE IN ALCUN ALTRO SITO O TRASMESSO IN OGNI ALTRO MODO A TERZE PERSONE. QUANTO SCRITTO E' PUBBLICATO AL SOLO SCOPO DI LETTURA INDIVIDUALE SU QUESTO SITO.

Hifi & Pasticcini

Dedico queste poche righe a due persone di indubbio valore, dimostrazione che seppure in campi di applicazione diversi, spesso i principi primi sono simili.
Uno degli aspetti positivi di questo lavoro è che si entra in contatto con molte persone, e per chi ama studiare il comportamento umano, è una fonte pressoché inesauribile di scoperte.

Immaginate di essere in una sala del TOP AUDIO, di domenica pomeriggio; sala piena di persone in ascolto della dimostrazione, all'improvviso si apre la porta ed ecco apparire due persone apparentemente qualunque, ma come due folletti, i cui occhi tradiscono la vivacità e l'intelligenza, quasi a dispetto di un aspetto apparentemente dimesso. Cosa ci sarà nella borsina di plastica che recano in mano ? Noiosi dischi Audiophile da ascoltare ? No, ben di più ! GELATO - SALATINI - TORTA CIOCCOLATO E PERE !
Chi, se non persone che amano profondamente il loro lavoro, farebbero 100 km, con il gelato portato per l'occasione a -40 Gradi per portarlo ad una persona, che conoscendo le loro qualità, ha espresso il desiderio di assaggiarlo ?

Vi assicuro che, come il burbero critico del film Ratatouille, quel gelato mi ha di colpo riportato all'infanzia; quando una volta la settimana passava il carrettino del gelataio; i gusti erano pochi, ma la panna era fatta col latte fresco e la fragola con la fragola.

Questi due fratelli, di origine siciliana (potrebbe essere diversamente con il nome che portano ?) ma da anni in provincia di Pavia, sono la esemplificazione che quando il lavoro è fatto con passione autentica, competenza, attenzione alla qualità e fuori dalle logiche del solo tornaconto economico, non può che dare frutti eccellenti.

Nel loro approccio alla "arte della pasticceria" trovo molte similitudini con il nostro modo di operare, e che da origine alle elettroniche NORMA.

Direi che se i prodotti NORMA avessero un gusto, non potrebbe che essere quello delle prelibatezze create dai due fratelli.
Se vi capita di essere dalle loro parti, oppure se mate la scoperta e avete voglia di una passeggiata, non perdete l'occasione per una visita alla Pasticceria Montalbano ,Via Enrico Fermi 2/3, 27035 Mede Lomellina, Pavia.
Non troverete una pasticceria tutta luci e lusso, troverete un luogo all'apparenza modesto, ma per chi la sa cogliere, troverete ben altro: una grande passione ed una qualità ineccepibile; tutta da gustare.

Grazie

Enrico Rossi

Consumi & hi-end

Abbiamo sottomano una ricerca della Confederazione del Commercio, relativa ad aprile 2008 e quindi abbastanza “fresca”, dove si sottolinea ancora una volta un negativo andamento della domanda di beni (-0,9% rispetto l’aprile del 2007) a cui si associa, addirittura per la prima volta da due anni a questa parte, una riduzione dello 0,8% anche per il comparto dei servizi. Insomma, per farla breve, prendendo a paragone aprile 2007, c’è un calo generale su abbigliamento e calzature (-1,9%), sui consumi di beni e servizi per la casa (-0,5%), e dello 1,7% per prodotti alimentari e tabacchi. Un disastro, di cui comunque ci stiamo bene accorgendo, anche grazie al continuo e terrificante aumento del prezzo dei carburanti che si riverbera, come un fiume in piena, su tutto e tutti. Però ecco la sorpresa. Solo per elettrodomestici, TV e registratori “si evidenzia (come dice testualmente la ricerca citata) una contenuta crescita della domanda, dinamica favorita anche dalla continua riduzione dei prezzi”. E qui, come si può ben affermare, “casca l’asino”. Ovvero, a fronte della indubbia crisi del settore dell’elettronica di “pregio” (definendo con questo termine i prodotti hi-end), l’elettronica di “consumo” viaggia, se non a vele spiegate, almeno con un po’ di vento in poppa. Ma questa forse troppo semplice equazione riesce a spiegare la crisi che attanaglia da tempo il comparto dell’alta fedeltà? Noi, da questo sito, abbiamo spesso imputato anche ad altre questioni tale crisi, ragioni che a parer nostro stanno soprattutto nel sempre meno tempo che si ha a disposizione per sentire musica, distratti come siamo da Internet, dalla TV via satellite e da altri tipi di intrattenimento familiare (adesso si sono anche inventati la possibilità di fare “sport” seduti in poltrona…). Se, allora, a ciò aggiungiamo anche l’agguerrita concorrenza dell’elettronica “easy” siamo proprio fritti. Rimedi? Intanto, forse, occorrerebbe migliorare la comunicazione, essenzialmente per convincere quanti si avvicinano all’hi-end che l’elettronica di pregio ha un costo perché offre dei risultati superlativi. Quindi bisognerebbe fare uno sforzo congiunto con i produttori di supporti (CD, DVD e quanto altro), per promuovere un ascolto il più fedele possibile all’originale. Poi, e questa potrebbe sembrare inizialmente un’impresa titanica, occorre cercare possibili appassionati al di fuori del recinto degli “appassionati” duri e puri, intendendo con questo termine chi si ciba di hi-end da mane a sera ed invece intendendo con appassionati e basta quel pubblico magari un po’ sprovveduto ma “vergine” pronto ad accogliere senza tante complicazioni mentali un nuovo modo di ascoltare musica. (EN.RE)

Il 19 aprile 2008 scatta il “RECORD STORE DAY”. Quel giorno tutti a comperare un disco!!

Negli USA il prossimo 19 aprile, con il sostegno di svariati musicisti (e non solo…), scatta il “Record Store Day”. La magnifica notizia la leggiamo su “La Repubblica” di mercoledì 9 aprile ’08, con un bell’articolo a firma di Carlo Moretti. Si tratta della giornata in cui verranno celebrati i piccoli negozi di dischi, ossia quei magnifici microcosmi di aggregazione dove gli appassionati di musica trovano pane per i loro denti e persone disposte ad ascoltarli e consigliarli. Musicisti come Bruce Springsteen e Paul McCartney, addetti ai lavori come Don Was (produttore di Bob Dylan e dei Rolling Stones), attori come Billy Bob Thornton e registi come Cameron Crowe, tutti si sono schierati a favore di un ritorno al rapporto umano nell’acquisto di dischi e quant’altro. Insomma, come notavamo anche noi nei nostri piccoli articoli che abbiamo presentato in questa pagina, è ora di tornare di nuovo ad apprezzare la musica sui suoi naturali supporti, evitando di costringerla dentro lo stretto e “asociale” recinto di Internet. Parliamoci chiaro: il “Record Store Day” (www.recordstoreday.com), che vedrà l’agire dei piccoli negozianti come un blocco unico grazie a coinvolgenti manifestazioni (tra cui nuove proposte commerciali, esibizioni live, distribuzione di gadget e borse con il logo della manifestazione), significa soprattutto far notare che le vendite di vinile (negli USA), sono balzate a + 25%. Tra l’altro il logo della manifestazione, ben visibile nel completissimo sito internet di cui consigliamo la visita immediata, è rappresentato da un bel disco “nero”. Allora, anche nella vecchia e cara Europa dovremmo deciderci a rendere omaggio sia ai negozi di dischi che ci permettono di coltivare al meglio la passione della musica, sia, conseguentemente, al “materiale” che in tali negozi si vende, sia esso CD, LP, DVD o quant’altro. Aderiamo allora con entusiasmo al “Record Store Day”, mettendoci a disposizione di quanti vogliano seguire il nostro esempio. Basta un minuto per segnalare alla mail info@normaudio.com cosa ne pensate di una iniziativa analoga anche in Italia. Intanto, simbolicamente, il 19 aprile 2008, rechiamoci al negozio più vicino ad acquistare un disco e, almeno per quel giorno, spegniamo il PC se si tratta di sentire musica! (En.Re.)